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Android Q potrebbe riportate in auge un’intuizione di iPhone mai davvero decollata

Nel settembre del 2015, Apple svelò al mondo iPhone 6S e 6S Plus, evoluzioni degli smartphone lanciati l’anno precedente, con ben poche frecce in più al proprio arco rispetto ai diretti predecessori. Fra queste, spiccava senza dubbio il 3D Touch, ovvero la sensibilità del display ai diversi livelli di pressione, descritta da Cupertino come una svolta in grado di cambiare completamente l’interazione degli utenti con il loro smartphone. Il tempo ha poi dimostrato che forse la tecnologia era stata un po’ sopravvalutata, tanto che Apple stessa ha deciso di non riproporla su iPhone XR, senza che gli utenti ne abbiano sentito davvero la mancanza. A distanza di quasi 4 anni però, potrebbe pensarci Android Q a riportarla alla ribalta.

Sulla scorta di iPhone 6S, alcuni produttori Android tentarono di replicare il 3D Touch di Apple sui loro smartphone, decidendo però ben presto di abbandonarlo nei modelli successivi, anche perché Google non si era mai decisa a supportarlo nel codice di Android. Ora però, all’interno di un documento MotionEvent, sono comparsi riferimenti ad una funzione descritta in modo del tutto simile al 3D Touch, che potrebbe essere supportata ufficialmente da Android Q.

Deep press. The current event stream represents the user intentionally pressing harder on the screen. This classification type should be used to accelerate the long press behaviour.

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La funzione sarebbe (forse provvisoriamente) chiamata Deep Press e viene appunto descritta come un’intenzionale pressione più forte sul display, che potrebbe innescare le stesse scorciatoie richiamate attualmente dalla pressione prolungata – ad esempio sulle icone nella home – ma in modo più rapido. Alla luce di ciò, sorge però un quesito: sarà necessario un hardware appositamente pensato per tale funzione, come accade su iPhone per il 3D Touch, oppure no?

In occasione dell’Easter Egg dei Pixel 3, Google ha dimostrato di essere in grado di simulare via software la percezione di diversi livelli di pressione sul display, con esiti probabilmente non pari a quelli ottenibili grazie ad un accorgimento hardware, ma forse sufficienti per lo scopo descritto nel documento riportato. Staremo a vedere se questo fantomatico Deep Press riuscirà davvero a farsi strada nel codice di Android Q in vista della release stabile e, nel caso, capiremo come Google avrà intenzione di sfruttarlo. Voi usereste una funzione simile, oppure no?

Source: MobileWorld – Android Q potrebbe riportate in auge un’intuizione di iPhone mai davvero decollata

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